Il Golem

Poche città al mondo possono vantare il fascino e la magia che Praga sfoggia, in ogni sua stradina ed in ogni pietra di cui è composta.
Passeggiare per Praga è un’esperienza unica al mondo perché è una città che ha saputo rimanere ancorata al suo nobile passato eppure, al tempo stesso, è riuscita ad aprirsi ai turisti e a regalare quelle atmosfere uniche e preziose che le appartengono.
Ogni quartiere è un piccolo gioiello, diverso dagli altri eppure capace di amalgamarsi creando un mosaico in cui ogni monumento, ogni facciata di palazzo è un elemento importante, senza il quale Praga non sarebbe la stessa.
Malà Strana, con i suoi locali e le sue insegne, San Nicola e le sue guglie azzurre, che domina la piazza, il Ponte Carlo, infinita galleria di santi, che con un abbraccio di pietra cinge la Moldava e collega la città, San Vito che dall’alto della sua posizione osserva Praga, le strade della Città Vecchia, costeggiate da palazzi antichi le cui facciate sono tutte diverse e piccoli capolavori, l’orologio del municipio, che regola il tempo dei praghesi da secoli e che attira folle innumerevoli di turisti ad ogni scoccare d’ora e così via, in un elenco infinito di nomi di monumenti e statue che poche altre città possono vantare.

Di per se Praga è una città bellissima, da vedere almeno una volta nella vita in più, se non bastasse la bellezza materiale, poche altre città hanno un concentrato di leggende e storie come Praga.
La sua fondatrice, Libuše, era nota per essere una veggente e infinite sono le leggende dell’epoca in cui Praga divenne capitale del Sacro Romano Impero quando Rodolfo II vi si insediò e convocò alla sua corte un numero infinito di alchimisti, astrologi, artisti e maghi.
Rodolfo era un uomo dai molteplici interessi e niente lo affascinava più dei misteri della materia e dello spirito, degli automi e dei segreti del cielo.
Noti sapienti dell’epoca fecero passarono per Praga cercando di impressionare l’imperatore, talvolta riuscendoci, altre volte fallendo: Tÿcho Brahe, l’Arcimboldo, John DeeEdward Kelley e così via, in una fiera di artisti, talentuosi e ciarlatani.

Una delle leggende più famose di Praga è quella che riguarda il Golem, leggenda che si svolse proprio nel periodo in cui Rodolfo era al potere.
La nostra storia comincia nel ghetto, dove all’epoca viveva  una delle comunità ebraiche più prospere e floride in tutta Europa e che, nel tempo, aveva imparato a convivere con gli abitanti della città di Praga, nonostante ci fosse sempre il pericolo dei pogrom.
L’arrivo stesso della comunità ebraica a Praga si intreccia con la leggenda di Libuše che, sul letto di morte, predisse la loro venuta.
Anche al giorno d’oggi, camminare per le strade del rimanente vecchio quartiere ebraico (che venne quasi del tutto  ricostruito nel diciannovesimo secolo) è una sensazione unica, un tuffo nel passato ed in una cultura molto diversa da quella occidentale nonché un vero e proprio tour nei luoghi in cui prende luogo la storia del Golem.
La sinagoga Vecchia- Nuova, con le sue forme particolari è il luogo in cui si narra riposi quello che una volta era stato il Golem, ovvero un servente di creta, risvegliato dai poteri di Rabbi Loew, una delle figure più famose di Praga, capace di prodigi, come quello di evocare le ombre dei patriarchi davanti all’imperatore, e protagonista di moltissime leggende .
Secondo la leggenda Rabbi Loew, per proteggere ed aiutare la gente del ghetto, decise di dare vita ad un Golem, ovvero ad una sorta di prototipo di uomo, un automa che avrebbe seguito fedelmente le sue istruzioni.
Affinché il Golem potesse animarsi, doveva eseguire un complesso rituale e per farlo si fece aiutare dal genero, che rappresentava l’elemento del fuoco, e da un suo discepolo nelle vesti dell’acqua.
Rabbi Low avrebbe vestito il ruolo dell’aria, mentre il fango, materia prima del golem, avrebbe rappresentato la terra.
Dopo essersi purificato con un bagno purificatore (il mikveh), Rabbi Loew e i suoi si diressero sulle sponde della Moldava e cominciarono il loro rituale.
Prima di tutto, con il fango sulle sponde del fiume, cominciarono a modellare la figura del Golem, successivamente Rabbi Loew istruì i suoi compagni affinché girassero sette volte attorno all’ammasso di fango, uno in senso orario l’altro in senso antiorario per infondere gli elementi di fuoco e acqua recitando le preghiere segrete necessarie per l’operazione (zifurim).
Solo alla fine Rabbi Loew avrebbe inserito all’interno della sua bocca un foglietto con su scritto il nome di Dio, quel soffio vitale che aveva animato anche Adamo.
Il Golem prese dunque vita e, assieme al suo padrone, tornò nel quartiere ebraico dove fu conosciuto con il nome di Josef.
La leggenda del Golem non è solo figlia di Praga era nota precedentemente anche in Polonia dove si narra che Elijahu di Chelm, ricorrendo al suo sapere, evocò un golem e gli diede vita scrivendo sulla sua fronte la parola emet, in ebraico verità.
Si accorse però che il Golem cresceva a dismisura e, temendo che potesse causare danni immani, decise di disfare la sua creazione trasformando la parola emet in met ovvero morte.
Il golem quindi si disfò, tornando polvere, ma nel farlo travolse con se il potente rabbino che gli aveva dato vita.
Tornando a Josef, Rabbi Loew gli destinò molti compiti che, a causa dello scarso intelletto dell’automa, portavano spesso a risultati comici.
Nonostante questo il Golem serviva la gente del ghetto e la proteggeva quando avevano bisogno della sua grande forza.
Il suo protettore però era destinato ad infliggere gravi ferite al popolo del ghetto e un venerdì, giorno di riposo, Rabbi Loew si dimenticò di dare istruzioni al Golem (istruzioni date inserendo foglietti nella bocca) e questi impazzì, seminando distruzione nel ghetto.
Rabbi Loew allora fu richiamato dalle grida nella strada e si trovò davanti Josef, impazzito dalla rabbia.
A questo punto Rabbi Loew affrontò il Golem e riuscì a calmarlo (in altre versioni della storia riuscì a togliergli il foglietto che gli aveva dato il soffio vitale) ma, a quel punto, il suo destino era segnato.
Rabbi Loew richiamò i suoi due aiutanti e, insieme, ripercorsero il rito che aveva animato il Golem al contrario e la vita abbandonò il corpo di argilla del Golem una volta per tutte.
Questi venne nascosto nella soffitta della sinagoga dove, si narra, riposa tutt’ora, aspettando che il suo popolo abbia di nuovo bisogno di lui.

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3 thoughts on “Il Golem

  1. Bell’articolo! Prega è davvero una città non solo ricca di cose da vedere ma di segreti e misteri da scoprire, una cultura molto particolare e legata a miti nordici che tutt’ora tante volte sfuggono agli storici. Questa storia del Golem non la sapevo e ne sono rimasta affascinata davvero. è sempre molto interessante come poi il “mostro” o il servitore ,impazzisca senza uno scopo esattamente come un umano in un certo senso. Bello davvero !

    • Non ti immagini quanto vorrei tornare a Praga.
      E’ una città talmente bella in cui si respira un’atmosfera unica che rapisce.. ti consiglio di andarci il più presto possibile anche perché è davvero economica!

  2. Pingback: Il Golem | IMMATERIUM

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