L’Uomo Verde

GREEN-FACE-port

Nelle foreste di pietra e marmo delle cattedrali vive un uomo, dal viso di rami e foglie scolpite in blocchi di roccia  da mani sapienti, i cui occhi ci osservano e scrutano da quella sua strana dimensione eterna e immutabile.
Stiamo parlando degli uomini verdi, i  Green Men, come sono conosciuti nella vecchia Albione, figure ricorrenti che si possono trovare in cattedrali e chiese e di cui, tuttora, è ignota la funzione, il significato e l’origine.

Il rapporto dell’uomo con il mondo vegetale non è sempre stato orientato verso lo sfruttamento selvaggio come al giorno d’oggi: i boschi e le foreste erano visti, oltre che come fonti di cibo e sostentamento,  come luoghi immensi e misteriosi, abitati da creature magiche,  da streghe, giganti e da animali feroci.
Non è un caso che molte delle fiabe siano ambientate in un bosco e, di fatto, molti giovani protagonisti cominciavano la loro avventura proprio entrando nella foresta come ad esempio  Vasilisa la Bella, che  percorre un fitto bosco per raggiungere l’izba della perfida strega Baba Yaga, oppure  la ben più nota Cappuccetto Rosso che incontrerà il lupo proprio nella foresta.

Chi si avventurava in un bosco, insomma, lo faceva a suo rischio e pericolo e il senso di mistero che il regno degli alberi esercitava sugli uomini del passato è facilmente comprensibile dato il grande numero di leggende che popolavano questi luoghi.

Le innumerevoli creature originate dal bosco e facenti parte delle storie e dei miti di praticamente tutto il mondo, potrebbero aver spinto gli artisti delle epoche passate a rappresentare l’uomo verde nelle chiese e cattedrali di mezza Europa, ponendolo come silente guardiano o forse come ultimo ricordo delle antiche divinità pagane che un tempo, purtroppo lontano, popolavano le fantasie degli uomini.

Per noi occidentali le driadi sono forse le più famose tra queste entità silvane così legate agli alberi ed al verde.
Le driadi, presenti nella mitologia greca, sono fanciulle bellissime, distinguibili dalle mortali per i motivi particolari che ricoprivano la parte inferiore del loro corpo e che ricordavano corteccia, foglie e rami.
Queste fanciulle erano immortali, nascevano dalle querce e si prendevano cura del bosco in cui vivevano.
Quando una driade non poteva separarsi dall’albero in cui era nata era chiamata Amadriade: la sua vita era vincolata a quella dell’albero e alla morte di quest’ultimo anche la fanciulla sarebbe morta.
Tra le driadi esistevano anche le Meliadi, particolari ninfe che abitavano i frassini e che sarebbero state generate da una goccia di sangue di Urano.
Sempre nel mondo classico è lo stesso Dioniso, nella sua forma primordiale, a ricordare l’uomo verde essendo un dio della vegetazione spesso rappresentato con corone di edera e di foglie.
Dioniso “un dio della vegetazione, un dio pazzo e un dio morente, un dio dell’orgia, dell’androginia e della bellezza” che, come narra il mito, alla morte della madre, uccisa dai fulmini venne protetto da fronde di edera che vennero in suo soccorso proteggendolo.
Dioniso che nelle versioni più antiche del mito non è figlio di Semele, ma della stessa Gaia, la madre Terra e che quindi ha un legame ancora più profondo e intimo con la natura.

Gli uomini verdi e gli spiriti silvani, più in generale, oltre che protettori del bosco, sono visti, in alcune culture, come spiriti protettori anche del singolo: in Germania, nei pressi della Foresta Nera, si usava mettere sotto la culla di un neonato un tronco, da tenere finché non avesse raggiunto la maggiore età.
Una volta che il giovane aveva raggiunto la maturità, il tronco che gli era stato donato veniva portato dall’intagliatore del villaggio che lo avrebbe scolpito, grazie ai suoi scalpelli e coltelli ritenuti alla stregua di oggetti magici, rivelando l’aspetto dello spirito protettore del giovane.
Lo spirito avrebbe portato fortuna al giovane e lo avrebbe protetto dagli spiriti maligni fino alla morte e oltre visto che il tronco veniva bruciato, seguendo un determinato rito, e le sue ceneri sparse sulla tomba del protetto.

L’uomo verde conosce molteplici incarnazioni, divenendo un personaggio del folklore, protagonista di festività e di canzoni popolari: in Inghilterra troviamo ad esempio Jack-in-the-Green, un trickster vestito di fogliame, molto in voga nella metà del diciottesimo secolo, oppure Green George, altro personaggio coperto di foglie, l’Oak King/Holly King, figura del folklore dall’aspetto duale e lo stesso Robin Hood, considerato in tempi antichi anche protettore dei sentieri del bosco.
Anche la storia di Artù ha un suo uomo verde: nel poema Sir Gawain e il Cavaliere Verde, un cavaliere vestito interamente di verde sfida i cavalieri della corte di Artù di infliggergli un colpo mortale.
Se fosse sopravvissuto al colpo, il cavaliere che aveva sferrato il fendente si sarebbe dovuto sottoporre alla stessa prova un anno dopo.
Gawain (Galvano) raccoglie la sfida, non riuscendo però nell’impresa.
Un’altra figura appartenente al folklore e associabile all’uomo verde, è quella dell‘uomo selvatico: abitante del bosco e personificazione della libertà e della rottura con le regole della società, l’uomo selvatico è rappresentato in numerosi affreschi ed illustrazioni.

Divinità vegetali, uomini silvani e uomini verdi non sono solo un’esclusiva della cultura occidentale, in molti altri paesi troviamo figure simili, veri e propri protettori del verde, signori di un regno segreto che l’uomo non può capire.
Troviamo così  Enkidu, uomo selvatico della mitologia sumera, Humbaba il guardiano delle foreste di cedro, Attis, dio della vegetazione e della natura della Frigya, Osiride,  dio della fertilità, dell’agricoltura e dei morti rappresentato con il volto verde e così via, trovando in ogni cultura un guardino delle foreste.

L’uomo verde continua a vivere tutt’oggi in opere moderne: pensiamo agli Ent, alberi viventi protettori dei boschi, creati dal grande Tolkien, baluardo contro la follia dell’uomo moderno e industriale Saruman che spinto dalla sua ambizione non esita a distruggere l’antichissima foresta di Fangorn per alimentare le sue fornaci, e allo Swamp Thing dei fumetti che, grazie all’apporto di Alan Moore, diviene un vero e proprio elementale, guardiano della natura capace di immergersi nella coscienza del verde, una sorta di mente collettiva vegetale.

Il mistero attorno alla funzione ed alle origini dell’uomo verde è senz’altro affascinante e le numerose visite, riportate nei miti, che il popolo verde faceva ai mortali, persi nei boschi, testimoniano  la relazione che l’uomo aveva con la natura e i suoi segreti, un matrimonio quello tra la razza umana e la natura che dovrebbe essere fondato sul rispetto e l’amore, non sul dominio e lo sfruttamento.

Forse è proprio per questo che gli artisti del passato riempivano le chiese di figure ancestrali come quelle dell’uomo verde, proprio per  ricordare agli uomini che la natura stessa è il regno di Dio, e un custode segreto, le cui origini si perdono nella notte dei tempi e che ricorda dei pagani della natura e della fertilità, della vita e della morte, vegliava su di loro, memento dei tempi in cui la distinzione tra il divino e la natura era inesistente.

FONTI

http://www.greenmanenigma.com

Advertisements

8 thoughts on “L’Uomo Verde

  1. Pingback: L’Uomo Verde « IMMATERIUM

  2. Articolo molto interessante.
    In Inghilterra è un mito molto forte, tant’è che esiste una birra e una catena di pub, chiamata proprio Green Man. Nonostante l’industrializzazione il richiamo della Natura è molto presente nella cultura anglosassone.

    • E’ davvero una figura affascinante quella dell’uomo verde ed è incredibile come ci portiamo appresso, dall’alba dei tempi, guardiani verdi che ci ricordano quanto è importante il rapporto con la natura.
      Ero indeciso se inserire o meno il richiamo agli Ent e a Swamp Thing però, dopo averci riflettuto un pò, ho ritenuto che sono i diretti discendenti di questa figura e mi sono sentito obbligato :D!
      Grazie per il commento spero ci seguirai!

  3. Erano riferimenti molto pertinenti. Quello che accade nel presente è una conseguenza di quello che è successo nel passato, quindi il riferimento a ST e agli Ent è stato doveroso (tanto più che entrambi i personaggi sono stati se non creati, quantomeno definiti da autori inglesi).
    P.s. seguirò, seguirò, mi affascina l’argomento, anche se so molto poco 😉

  4. Faccio anch’io i miei complimenti, molto bello quest’articolo. Che poi è una vera chicca considerando la recente ristampa del Swamp Thing di Alan Moore, che infatti è citato. Scavando un po nella memoria mi viene in mente che un’opera recente in cui questa figura viene richiamata è il secondo film di Hellboy. Mi ricordo che compare un enorme elemntale. Comunque continuerò a seguirvi, nel frattempo finirò di leggere tutti gli articoli. 🙂

    • L’elementale di Hellboy è fantastico :D! In effetti lo Swamp Thing di Moore è il degno erede degli uomini verdi, approfondirò l’argomento con i riferimenti al fumetto anche se questo blog non è la sede più appropriata. Non può che farmi piacere il fatto che ci seguirai, spero che gradirai anche gli altri articoli!

    • Grazie per il commento! l’uomo Verde in effetti è una delle figure più affascinanti del folklore e, sebbene sia molto sentito soprattutto in Inghilterra, anche da noi è possibile trovare moltissimi esempi di uomini verdi che sorreggono pulpiti o che sbucano da pozzi! Spero che continuerai a seguirci!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s