La Razza Fatata

illustrazione di Olivier Ledroit

Parlando della verde Irlanda non si può non pensare alla razza fatata che, secondo le tradizioni popolari, abita l’isola.
In questo breve articolo cercheremo di far luce sulle loro origini e su alcune delle loro caratteristiche principali.

Questa razza è conosciuta con molti nomi: è chiamata piccolo popolo e buon popolo (nome per ingraziarsi i loro favori), Deenee Shee, Feadh- Ree ma forse il nome con cui sono più conosciuti è Sidhe.

Secondo la leggenda il loro re è Finvarra, appartenente alla stirpe dei Tuatha de Danann (le tribù della dea Danu), mitica stirpe che conquistò l’Irlanda in tempi ormai dimenticati.
I Tuatha de Danann furono sconfitti a loro volta dai Milesi in battaglia e, a seguito della sconfitta, lasciarono l’isola, una fazione decise però di rimanere e di rendere Erin la sua dimora.
Finvarra trattò quindi con i Milesi e ottenne una tregua , acconsentendo di vivere da allora in poi sottoterra.
I resti dei Tuatha de Danann, le tribù della dea Danu, che rimasero in Irlanda divennero quindi la razza fatata protagonista di mille racconti tramandati da cantastorie e dai contadini rendendo ancora più magica e viva l’isola di smeraldo.

La razza dei Sidhe non è delle più semplici da approcciare: la loro sete di giutizia verso chi commette atti malvagi è pari alla loro determinazione nel perseguitare, fino alla morte, coloro che  si macchiano di crimini nei confronti della loro razza.

Una delle storie più famose e suggestive che li riguarda è quella dei bambini fatati, i così detti Changeling.
Secondo la tradizione la razza fatata è avvezza a rapire i bambini della razza umana e sostituirli con i propri o con creature avvizzite e grinzose o, ancora, ceppi di legno.
Si narra che i bambini rapiti siano destinati a crescere nelle dimore sotterranee del popolo fatato e che, una volta cresciuti, si sposino con i principi di questa razza, dando vita a mezzosangue riconoscibili per i loro occhi di impareggiabile bellezza.
Un modo con cui scacciare i bambini sostituiti è quello di usare il fuoco: una leggenda popolare narra di come un uomo sventò il rapimento di un bambino ad opera delle fate e gettò nel camino il changeling che urlando uscì con un balzo passando per la canna fumaria e sparì.
Quei bambini che si riteneva fossero stati sostituiti dalle fate, venivano sottoposti ad una prova del fuoco: se avessero superato questa prova sarebbero stati accettati nella famiglia, al contrario se ne sarebbero tornati nelle loro dimore fatate abbandonando la guisa mortale.
Sempre secondo le tradizioni, la razza fatata è estremamente vulnerabile al ferro, paura dovuta forse all’uso che i Milesi facevano del ferro.
Non solo gli infanti sono oggetto di attenzione del piccolo popolo, anche giovani e fanciulle di estrema bellezza attirano la loro attenzione.
Finvarra stesso è conosciuto per rapire molte mortali da portare nel suo palazzo sotterraneo a Knockma.
Talora, nei racconti popolari, si dice che le fanciulle rapite nel sonno vengano fatte danzare nelle sale dei palazzi dei Sidhe e, una volta svegliatesi siano spossate dalle continue danze.
La ragione di questi rapimenti si può ritrovare nell’invidia che, secondo tradizioni successive all’avvento del cristianesimo, i Sidhe proverebbero verso i mortali.
Secondo queste tradizioni, riportate nel Libro di Armagh , i Sidhe altro non sono che angeli caduti, banditi dai cieli per la loro superbia.
Questi angeli caddero quindi nei mari e nei boschi dove costruirono i loro palazzi sotterranei per diventare noti come la razza fatata.
I più sfortunati caddero invece negli inferi dove divennero servi del diavolo, evocati dalle streghe e pronti a sussurrare i loro oscuri segreti per scopi malvagi.
Nonostante siano immortali, sono destinati a scomparire per sempre nel giorno del Giudizio Universale a differenza dei mortali, che saranno accolti nel regno dei cieli.
Tale invidia del piccolo popolo è il motivo principale per i rapimenti dei mortali.

Riders of the Sidhe, di John Duncan

I Sidhe inoltre vengono associati anche ai morti e in alcune leggende Finvarra è chiamato re dei morti.
Non è raro che infatti si approprino delle anime di quei mortali che in vita avevano grande bellezza e li portino a vivere nei loro regni sotterranei.
Secondo un’antica tradizione, per evitare che le anime dei bambini morti siano rapite da spiriti maligni, si dovrebbe spruzzare del sangue di pollo sulla soglia di casa.
A rafforzare il legame con i morti vi è la credenza che la vigilia di novembre la razza fatata si unisca alle anime dei morti in danze e feste.
A proposito dell’associazione con i regni dei morti è interessante notare come chi mangi il cibo fatato sia destinato a non tornare più nel regno dei mortali, così come accade a Proserpina dopo aver mangiato i melograni nel regno di Ade.
Curiosa è questa coincidenza: si dice che i Sidhe siano imbattibili nel gioco degli scacchi e che Finvarra sia re proprio per questa sua grandissima abilità.
Se si pensa a lui come re dei morti è facile associare questa sua abilità nel gioco degli scacchi con quella della Morte, protagonista del film Il Settimo Sigillo.
Si dice inoltre che, quei mortali che per loro sventura ascoltino le note della musica delle fate siano destinati ad un infelice destino: il potere di questa musica è tale che chi l’ascolta sarà stregato e non riuscirà a pensare altro che a quelle tristi note e una volta che l’incantesimo legato a questa arte sarà spezzato non potrà far altro che morire.

Qualunque sia la verità, le leggende legate al piccolo popolo fanno parte dell’Irlanda e contribuiscono a creare quell’alone di mistero che da sempre la circonda e rapisce i cuori dei suoi visitatori.

FONTI

-Fiabe e Leggende d’Irlanda di Jane Wilde.
Le Fanu e la magia dell’Irlanda introduzione scritta da Gianni Pilo al libro Carmilla e altri racconti di fantasmi e vampiri.

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One thought on “La Razza Fatata

  1. Post interessante. Molte di queste cose non le sapevo , anzi quasi la maggioranza !
    Forse l’unica cosa che sapevo era sul rapire i bambini XD cosa che mi spaventava anche un po’ da piccola, me lo raccontava mia nonna.
    Comunque bel post ! Molto bravo !

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