Il Potere Delle Stelle

Da sempre l’uomo è attratto dall’immensità e dalla profondità del cielo disteso sopra la propria testa. E ancora di più, l’uomo è affascinato dalla potenza, dalla bellezza e dalla spiritualità che traspaiono da una volta celeste stellata.

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I miti antichi o le leggende più recenti hanno cercato di imbrigliare questo potere, infondendo tutta la forza simbolica degli astri all’interno delle storie, contribuendo a fornire un ulteriore elemento positivo nelle mani dell’eroe.

Potremmo quasi dire, letteralmente “nelle loro mani”, dato che ciò a cui ci riferiamo sono famose spade la cui lama è stata forgiata con ferro e metalli meteorici, ovvero provenienti dal cuore di stelle cadenti.

BALMUNG

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Una delle più celebri spade di questo tipo è sicuramente Balmung, forgiata da Wayland il Fabbro e presente nella Saga dei Nibelunghi.
La leggenda narra che Odino la conficcò in Branstock, una quercia che si trovava nel palazzo di Volsung, e sente

nziò che colui che avesse estratto la spada dall’albero sarebbe stato destinato a vincere in battaglia. Nove principi di Volsung tentarono di impadronirsi della spada, ma soltanto il più giovane riuscì a estrarla: il suo nome era Siegmund, futuro padre del famoso Sigfrido o Siegfried. Proprio Siegfried la usò contro il drago Fafnir, per ucciderlo.

ANGLACHEL

Meno conosciuta della precedente e parte di storie ben più recenti, Anglachel è una spada inserita all’interno del corpo di storie che compongono Il Silmarillion, di J.R.R. Tolkien.
Anglachel, che in lingua elfica Sindarin significa “ferro astrale”, venne forgiata dall’Elfo Scuro Eöl, insieme ad una spada gemella, chiamata Anguirel.
Inizialmente data da Eöl al Re Thingol come pegno per rimanere nella sua foresta, la spada passa poi al valoroso Beleg, elfo della guardia del Re, che stava per partire alla ricerca di Turin.
La moglie del re, Melian, profetizzò in quell’occasione:
« Vi è malizia in questa spada. Il nero cuore del fabbro vi risiede ancora. Non amerà la mano che la impugna, né rimarrà con te a lungo. »
Infatti, mentre Beleg stava cercando di liberare Túrin, che era stato preso prigioniero dagli Orchi ed era svenuto, la lama scivolò, ferendo Túrin. Quest’ultimo, risvegliandosi all’improvviso, non riconobbe Beleg, e lo uccise con Anglachel, errore che per lungo tempo rimpianse amaramente.
Túrin, fu poi condotto da Gwindor alla sua patria, il Nargothrond, e qui la spada Anglachel, che era divenuta nera, fu riforgiata dagli esperti fabbri del Nargothrond, e fu ribattezzata dal suo nuovo portatore, Túrin, col nome di Gurthang, che significa Ferro di Morte. Gli Orchi e gli Elfi soprannominarono la spada, e chi la portava, “Mormegil” (La Spada Nera).
Túrin successivamente uccise, grazie alla spada, Glaurung il drago, ma quando poco dopo scoprì che sua moglie era in realtà sua sorella, si suicidò per l’orrore, gettandosi disperato sulla sua stessa arma.
«”Salve a te Gurthang! Tu non conosci padrone o lealtà, salvo la mano che ti impugna. Da nessun sangue ti ritrai. Vorrai quindi prendere quello di Túrin Turambar, mi finirai alla svelta?”

E dalla spada si levò in risposta una fredda voce:

“Certamente. Berrò volentieri il tuo sangue, così scorderò il sangue di Beleg, il mio padrone, e quello di Brandir, ingiustamente ucciso. Ti finirò alla svelta.”»
(da Il Silmarillion di J. R. R. Tolkien)
La spada si spezzò e fu sepolta nel tumulo dell’eroe, e lì rimase per sempre.

ALBA

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Di creazione recentissima, soprattutto in confronto alle altre due, è Alba, spada appartenente da diverse migliaia di anni alla casata Dayne, all’interno della saga de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George Martin.
A differenza dei due casi precedenti, quest’arma non ha una storia legata principalmente ad un solo personaggio, ma la sua fama è legata a doppio filo con tutti i membri della casata che in tempi remoti la forgiò.
Il legame stretto tra la casata Dayne e la spada è espresso magnificamente dal simbolo della casata stessa: una spada (Alba) e una stella cadente di colore bianco su sfondo viola. Lo stesso castello, dimora di questa famiglia, viene chiamato Starfall, ovvero “stella cadente”, in onore della stella dal cui cuore è stato estratto il metallo per forgiare la lama.
La spada presenta una lama di colore bianco come il latte e vibrante di luce. Solo un membro della famiglia Dayne può sperare di brandirla, ma questo diritto non si trasmette per via ereditaria. Solo chi se ne dimostra degno può ricevere la spada, assumendo il titolo di “Spada dell’Alba”.

Tutte e tre le spade presentano delle analogie. Il fatto di essere forgiate da metallo ricavato da una stella cadente, contribuisce a renderle delle lame estremamente dure e temperate, in grado di mantenere il filo nel tempo, e addirittura spezzare “qualsiasi ferro tratto dal suolo”.
Una curiosa analogia tra le prime due spade (e arrivati alla fine della saga de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, chissà, forse si potrà dire lo stesso di Alba…) è il loro utilizzo contro un drago.
La storia di Turin è la versione personale di Tolkien della saga di Sigfrido, ma l’analogia tra i due personaggi e quindi tra le due spade, resta curiosa.

Un ultimo elemento in comune tra queste armi, è quello di conferire all’eroe che le brandisce un’aurea leggendaria e un elemento di positività e di luce (sfumato e capovolto nella storia di Turin dove è però il cuore nero del fabbro, e non “l’anima” della stella, a conferire negatività alla spada), riconoscendo forse quella bellezza e quel misticismo che l’uomo prova osservando un cielo stellato, e di cui si parlava all’inizio.
Queste spade rappresentano quindi il tentativo di far “cadere” verso di noi un po’ di quella forza, in modo che ci siano sempre eroi che possano brandire il potere delle stelle contro i draghi che ci terrorizzano.

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One thought on “Il Potere Delle Stelle

  1. Quanto potere e quanta importanza in un oggetto come la spada!
    Credo davvero che sia un caso unico in cui si riveste di sacralità e significati profondi un oggetto.
    Da oriente ad occidente la spada è il simbolo del guerriero: basta pensare alle Katana (dotate di una propria anima secondo la leggenda) o al grandissimo numero di spade magiche nelle tradizioni occidentali: la spada di Attila, Durlindana, Altachiara…
    Bellissimo articolo Galahad sono sicuro che faremo grandi cose!

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